Glossinia
La Glossinia, molto nota anche con il nome di Sinningia, è un genere di piante ibride, erbacee, perenni o annuali, al quale appartengono circa 50 specie diverse. Esse, facenti parte della famiglia delle Gesneriaceae, sono tutte piante da fiore, ma si differenziano per alcune caratteristiche estetiche. La pianta originaria di tale ibrido è la Sinningia Speciosa.La Glossinia è una pianta da fiore di natura tuberosa dalle dimensioni non eccessive. Essa si presenta con foglie caduche che, assieme alla natura arbustiva dei fusti, regalano alla pianta un portamento tondeggiante. Tali foglie sono lievemente vellutate al tatto, di consistenza carnosa e di un color verde molto chiaro. Nella parte inferiore, esse assumono il classico colore rosaceo o rosso. I fiori della Glossinia sono a trombetta e nascono nella stagione autunnale, direttamente dai fusti più sottili. Il loro colore varia dall’azzurro al viola intenso, al rosso, al lilla.
La riproduzione della Glossinia avviene per semina e la moltiplicazione mediante divisione dei tuberi o per talea delle foglie. La semina va effettuata tra il mese di febbraio e quello di marzo, in contenitori con apposita composta fertile, alla temperatura media di 20 °C. Alla comparsa dei primi germogli, esse vanno riposte in vasi con terriccio e torba, per poi essere messe a fissa dimora non appena compaiono le prime foglie adulte. La divisione dei tuberi si compie nello stesso periodo, mentre la talea della foglie si pongono a radicazione nella stagione estiva, tra il mese di giugno e quello di luglio. Esse si impiantano in un composto di torba e sabbia, dopo aver effettuato delle incisioni nella parte più anteriore delle talee di foglie. Esse vanno poste con questa pagina a contatto diretto con il substrato, in un ambienta dalla temperatura di 20 °C. Proprio da tali incisioni, compariranno i primi germogli.
La Glossinia è una pianta molto diffusa nell’America del sud e dell’America Centrale. La sua pianta madre, la S. Speciosa, è originaria delle zone del Brasile. Come ibrido, la Glossinia è un genere molto coltivabile come pianta d’appartamento, dal momento che temono molto le temperature molto gelide. Amano i luoghi molto luminosi, ma non sopportano i raggi solari diretti. Solo nelle stagioni più calde, possono essere trasferite all’esterno, ma in ambienti a mezz’ombra o, in ogni modo, eccessivamente ventilati.Le temperature molto alte, come quelle che si verificano in alcune zone del Sud Italia nel periodo estivo, rischiano di anticipare il risposo vegetativo della Glossinia. Nei mesi più freddi oppure in quelli più secchi, la pianta entra nella fase vegetativa, restando privo in tal modo dell’intera parte aerea. Essa ama temperature tra i 12° e i 25° C.Le annaffiature vanno effettuate con continuità e costanza, ogni 8-10 giorni. E’ importante che il terreno sia sempre fresco
ma mai eccessivamente bagnato, per evitare la comparsa di marciumi all’apparato radicale. L’apporto idrico va intensificato nelle stagioni più calde e quasi stroncato in autunno ed in inverno. Alcune specie di ibridi di Glossinia, non entrano in riposo vegetativo, per cui non è necessario ridurre o troncare le innaffiature.
Il substrato ideale per lo sviluppo della Glossinia è un terreno fresco, soffice e ricco. E’ possibile realizzarlo mediante l’unione di terriccio, sabbia e resti di cortecce per favorirne il drenaggio ed evitare ristagni idrici sul sottofondo.
La concimazione è consigliabile effettuarla dalla stagione primaverile sino al mese di ottobre, utilizzando un concime liquido da miscelare con l’acqua delle innaffiature. In alternativa, possiamo avvalerci di un concime in granuli a rilascio graduale da distribuire sul terreno. Esso tenderà a sciogliersi ogni qual volta procederemo con le innaffiature.La Glossinia teme un solo nemico, nella maggior parte dei casi: il ristagno idrico. Ciò significa che una cattiva conduzione delle annaffiature può compromettere la vita e lo sviluppo della pianta. In pochi casi è stato riscontrato l’arricciamento del fogliame, dovuto all’eccessiva esposizione solare; oppure l’attacco da parte di afidi, eliminabili con prodotti specifici.


La Ixora è un arbusto che trova le sue origini in Asia. La Ixora, nel complesso, richiede molte ore di luce, ma mai proveniente dai raggi diretti. E’ opportuno, inoltre, posizionarla in un luogo in cui si ha frequentemente un ricambio d’aria. Si consiglia, però, di non esporle alle frequenti e fredde correnti. La Ixora, non ama i frequenti cambi di posizione, per cui è conveniente lasciarla nello stesso punto qualora si sviluppi visibilmente bene. La temperatura ideale per la Ixora si aggira tra i 18°-21°C. In genere, sopportano bene anche temperature più alte, ma subiscono danni molto ingenti se esse scendono al di sotto dei 15°C.Sono generalmente piante da appartamento, ma in alcuni casi, qualora le temperature lo consentano, possono essere coltivate anche in piena terra. La coltivazione della Ixora non è per nulla semplice, in quanto è una pianta molto delicata.
mostri sempre umido ma non fradicio. In questo caso, infatti, la pianta va in marciume radicale e rischia la vita. Negli altri periodi dell’anno, l’apporto idrico può essere ridotto, benché il substrato rimanga sempre leggermente umido.
La Jacobinia è una pianta da fiore che trova le sue origini nel centro America e nell’America del sud. In genere, predilige per la nascita spontanea, ambienti tropicali con relativo clima associato. Tale pianta sempreverde. Gradisce ambienti molto luminosi ma mai baciati dai raggi diretti del sole, principalmente nelle stagioni più calde dell’anno in cui il sole può generare danni ingenti all’apparato fogliare. La Jacobinia predilige, durante il periodo della coltivazione, una temperatura variabile tra i 18° e i 24°C. Essa è una pianta che non risponde bene alle temperature molto basse, infatti la minima non dovrebbe mai scendere al di sotto dei 13°C. In genere, è consigliabile allevarla in appartamento, specie nelle zone dal clima temperato.La Jacobinia è una di quelle piante che cresce in tempi molto rapidi e non richiede cure molto particolari. Presto,
infatti, possiamo ammirarla in tutta la sua folta chioma e la sua ricca fioritura.
La Kohleria trova le sue origini nel centro America e nell’America del sud. In genere, amano ambienti molto luminosi ma non gradiscono la ricezione dei raggi diretti del sole. Solo durante la primavera o l’estate, possono essere riposte all’esterno, preferibilmente in un luogo a mezz’ombra.
E’ sempre opportuno, però, lasciare che il terreno si asciughi un pochino tra un apporto idrico e l’altro. Esse, però, vanno ridotte durante il riposo vegetativo della pianta per evitare di danneggiare i futuri germogli.
La Lachenalia è originaria dell’Africa del Sud, soprattutto delle zone di Provincia del Capo. Coltivazioni più recenti, sono distribuite in Olanda. Essa si sviluppa soprattutto negli ambienti molto luminosi. Se la si coltiva in appartamento, è necessario posizionarla in un luogo ben attraversato dalla luce solare. La temperatura ideale per la coltivazione della Lachenalia si aggira intorno ai 14°-15°C. Quando i bulbi sono appena interrati, vanno tenuti in un luogo molto fresco; viceversa, all’apparire dei primi piccoli steli, le giovani piantine possono essere riposte in appartamento tentano di mantenere una temperatura non eccessivamente alta.La Lachenalia va annaffiata con regolarità, ogni sette giorni circa. E’ necessario assicurarsi che il terreno sia
asciutto tra un’annaffiatura e la successiva. Non appena le foglie si seccano, è necessaria una sospensione delle annaffiature.
La Lantana ha origine dalle zone del Centro America e dell’America del Sud. Essa predilige ambienti aperti, particolarmente ventilati. Nonostante ciò, cresce in maniera ottimale anche in serra oppure in casa, come pianta da fiore. Essa è una pianta che ama i raggi diretti del sole, ma solo per poche ore, che non siano le più calde della giornata.La Lantana vive ad una temperatura minima invernale di circa 6°-10° C. In caso di temperature molto elevate, la pianta tende a indebolirsi sino alla morte. Inoltre, il caldo molto forte, è il veicolo principale per lo sviluppo di malattie parassitarie. In genere, è una pianta che ama i climi miti.La Lantana richiede un apporto idrico molto elevato nella stagione estiva, o comunque in quelle più calde. Esso va radicalmente ridotto durante la
stagione invernale. Si consiglia di mantenere sempre l’ambiente molto umido con eventuali nebulizzazioni settimanali oppure bagnando il pavimento del terreno.
La Mangiafumo è originaria delle zone del Messico, nonostante lacune specie appartenente a questo genere, sono da ricollocarsi nei paesi del centro America. Nella nostra penisola essa è molto diffusa, principalmente tra le specie da appartamento dove, data la loro lenta crescita, raramente si sviluppano oltre i due metri. Tenerle lontano da fonti di calore artificiali come camini, stufe o climatizzatori. Tale pianta sopporta molto bene climi che si presentano particolarmente secchi oppure molto freddi per gran parte dell’anno. Esigono, però, posizioni particolarmente luminose, almeno per due o tre ore giornaliere. Durante l’inverno, per permettere alla Mangiafumo di entrare nel periodo di riposo vegetativo, è consigliabile riporla in una zona in cui non riceva molta luce, alla temperatura di 10°-12° C. In genere, si posizionano nei vani scale della abitazioni. In genere, esse provengono da zone in cui il clima più diffuso è quello arido.La coltivazione della Mangiafumo non è per nulla complessa oppure impegnativa. Non richiede apporti idrici molto
ingenti, bensì le annaffiature possono essere elargite solo in maniera sporadica, specie durante la stagione invernale. Anche quando il clima è torrido e secco, esse vanno compiute ogni 2 o tre giorni, facendo attenzione che il terreno si asciughi tra un’innaffiatura e l’altra.
La Calceolaria trova le sue origini nelle regioni temperate dell’America del Sud, nonché tra le vaste distese pianeggianti della Nuova Zelanda. Le specie di natura rustica o semirustica, gradiscono essere coltivate in piena terra, all’esterno. Quella un tantino più delicate, sono tipiche piante da interno o da appartamento. Le piante di Calceolaria gradiscono posizioni soleggiate, ma producono fiori spettacolari anche se poste a mezz’ombra. Le specie coltivate in appartamento gradiscono ugualmente una posizione luminosa, ma ben lontano dai raggi diretti del sole.La Calceolaria gradisce temperature mai al di sotto del 10°-12° C nella stagione invernale. Nel complesso amano molto gli ambienti dalle temperature fresche, infatti quella ideale si aggira intorno ai 18°-20° C.La Calceolaria è una pianta da fiore che richiede una certa costanza ed abbondanza nell’operazione delle
innaffiature. Esse devono essere regolari nelle stagioni più calde e quasi ridotte nei periodi freddi ed invernali. E’ importante fare estrema attenzione a non generare fastidiosi ristagni idrici nel sottosuolo che potrebbero danneggiare irreparabilmente l’intero sistema dell’apparato radicale.
La Pleione è originaria delle zone situate nella Cina del Sud, del Tibet e del Nepal. Essi sono tutti ambienti in cui le stagioni si susseguono e si alternano con distacchi molto precisi le une dalle altre. Si consiglia di allevare la Pleione in piccoli gruppi, essendo una pianta dalle piccole dimensioni. Sin dalla stagione primaverile, la Pleione ama essere situata in zone molto luminose, ma senza l’arrivo dei raggi diretti del sole. Se la Pleione viene coltivata all’aperto, è necessario porla all’ombra di qualche altra pianta dalle dimensioni maggiori a quest’ultima.La Pleione predilige climi frequenti nelle montagne subtropicali. In inverno, se tenuta in vaso, predilige ambienti con temperature variabili tra i 3° e i 5° C, molto asciutte. Essa è una pianta che sopporta molto bene anche il gelo, ma è importante che il terreno non sia mai umido ma sempre ottimamente asciutto. Durante la stagione estiva, invece, le temperature ideali si aggirano intorno ai 25°C durante il giorno e 15°- 16° C durante la notte.La Pleione è un genere di orchidea che non necessita di coltivazioni molto complesse. La regola importante da
tenere in considerazione è fornire un ambiente caldo ed umido durante il periodo di crescita della Pleione, ed un ambiente secco e freddo durante quello di riposo.

rigogliosa delle infiorescenze.
La Rechsteineria trova le sue origini nell’ America del Centro e del Sud. E’ una di quelle piante perenni che, nel complesso, amano molto essere poste in un luogo in cui hanno un’ottima ricezione della luce solare. E’ importante, però, non posizionarle in posti in cui si poggiano i raggi del sole, nelle ore più calde della giornata.La Rechsteineria è una pianta che non ama le temperature molto basse. L’ideale è coltivare la pianta ad una temperatura non inferiore ai 13 ° – 16 ° C e garantire sempre un clima piuttosto caldo, con temperature maggiori o uguale ai 21 ° C per garantire fioriture meravigliose e durature.La coltivazione della Rechsteineria non è molto semplice. Le annaffiature vanno effettuate lasciando sempre che i
terreno rimanga un tantino umido, ma non eccessivamente. L’acqua da utilizzare non deve essere mai troppo fredda, bensì l’ideale è un’acqua tiepida. Nel compiere quest’operazione, è necessario fare estrema attenzione a non bagnare i fiori o le foglie poichè potrebbero danneggiarsi irreparabilmente.
La Polyscias trova le sue origini nelle ampie zone della Nuova Zelanda, dell’Asia tropicale e nelle immense isole dell’Oceano Pacifico. Essendo , quindi, la Polyscias un genere di piante tropicali, il caldo e l’elevata umidità, costituiscono fattori ottimali per il suo sviluppo.La Polyscias è in grado di resistere ad ambienti con temperature piuttosto basse, nonchè a climi con temperature più alte. Le medie ottimali, nella stagione invernale , non dovrebbero scendere oltre i 13 ° – 15 ° C.La Polyscias richiede annaffiature piuttosto regolari soprattutto nelle stagioni più calde. E’ importante lasciare che il
substrato rimanga sempre un tantino più umido ricorrendo, se necessario, a frequenti nebulizzazioni oppure ponendo dei ciottoli di ghiaia sul sottovaso. Questi ultimi, infatti, trattengono l’acqua in eccesso e la fanno evaporare quando il clima inizia a seccarsi. Le annaffiature vanno sensibilmente ridotte durante le stagioni autunnale ed invernale.
Tale pianta trova le sue origini nelle zone dell’Asia Centrale e del Giappone. Essa, ama essere coltivata invaso, purchè esso sia di dimensioni adeguate, per far sì che la pianta si essicchi durante la stagione afosa estiva. La Schimmia, se il clima lo consente, può essere posta anche in giardino. E’ importante che venga posizionata in luogo non raggiunto dai raggi diretti del sole, oppure semi-ombreggiato.Essendo la Schimmia, anche una pianta rustica, essa tollera molto bene le gelate invernali, anche se particolarmente durature. La pianta, però, non sopporta molto bene i raggi diretti del sole oppure il caldo eccessivo delle stagioni estive.La Schimmia necessita di innaffiature regolari ed abbondanti, ma è importante badare a non lasciare che il terreno sia
eccessivamente intriso d’acqua, per evitare che si generino fastidiosi ristagni idrici all’apparato radicale. A tal proposito, è necessario che il substrato delle Schimmia sia sempre composto da una dose abbondante di soffice terreno e una quantità moderata di concime organico. Per favorire l’operazione di drenaggio, è opportuno anche procedere all’aggiunta nel terreno, di quantità minime di sabbia e terriccio universale.
La Schefflera trova le sue origini nelle zone dell’Australia e in quelle della Nuova Guinea. Qualora venissero coltivate in quello che è il loro habitat naturale, tali pianta raggiungono l’aspetto e le dimensioni di veri e propri alberi. Se coltivata in casa, si consiglia di collocare la pianta in un ambiente dalla consistente ricezione luminosa, avendo cura che non venga esposta ai raggi diretti del sole.La Temperatura ideale della Schefflera non dovrebbe mai allontanarsi dai 22 ° – 24 ° C, nelle stagioni più calde. In inverno, invece, è importante che la temperatura non scenda mai al di sotto dei 13 ° C. Nonostante è molto importante per lo sviluppo della Schefflera, assicurarle un corretto ricambio d’aria, è altrettanto importante non esporla a correnti d’aria prolungate o eccessivamente fredde.La coltivazione della Schefflera, come abbiamo anticipato nelle righe precedenti, non richiede accorgimenti molto
particolari. Le annaffiature vanno effettuate molto spesso nelle stagioni più calde, gradualmente ridotte in quelle maggiormente fredde. La stagione estiva, qualora si presenta eccessivamente secca, richiede un apporto idrico a cadenza di almeno 4 volte alla settimana. E’ possibile rispondere a temperature molto alte, anche compiendo frequenti operazioni di nebulizzazione al fogliame con acqua rigorosamente distillata, mai troppo fredda ma sempre a temperatura ambiente.
Lo Spatifillo è un genere di piante che trova le sue origini nelle zone del Centro America. Come abbiamo anticipato, nella nostra Penisola tal genere è utilizzato moltissimo come pianta da appartamento. Esse resistono anche a zone non molto luminose, o addirittura ombreggiate, ma è necessario fornire alcune ore di luce giornaliera per permettere lo sviluppo delle infiorescenze e le relative foglie. E’ importante fare attenzione a non esporre la pianta in alcun modo, ai raggi diretti del sole. Lo Spatifillo, non è una pianta che gradisce molto le basse temperature, in genere essa teme fortemente il freddo. Le temperature notturne, ad esempio, non dovrebbero mai scendere al di sotto dei 12 – 15 ° C, così da non rischiare la morte definitiva della pianta.Lo Spatifillo, pur essendo principalmente usata come pianta da appartamento, necessita di annaffiature regolari
durante tutto il corso dell’anno. E’ sempre opportuno lasciare che il terreno si asciughi tra un apporto idrico e l’altro. Allo stato selvatico, lo Spatifillo nasce sulle bordure degli stagni oppure intorno ai corsi d’acqua. Pertanto è abituato a svilupparsi in un ambiente altamente umido.