Thunbergia alata
La Thunbergia alata, comunemente denominata Susanna dagli occhi neri, è una pianta rampicante, appartenente alla famiglia delle Acantaceae. Essa è in grado di raggiungere anche i tre metri di estensione; possiede fusti molto flessibili, dallo sviluppo ricadente e foglie di circa otto centimetri, dalla forma ovale, aventi la tipica colorazione verde brillante. La pianta produce fiori larghi fino a cinque centimetri, formati da una corolla color porpora e cinque lobi estesi dal colore giallo e arancio, con il centro marrone. I colori si differenziano a seconda delle varietà, solitamente vanno dal bianco all’arancio. Viene coltivata per la bellezza dei suoi fiori, soprattutto come pianta da appartamento. La moltiplicazione della Thunbergia alata avviene principalmente attraverso la semina; è preferibile effettuare tale operazione tra il mese di marzo e di aprile, ovvero con l’inizio della stagione primaverile. I semi dovranno essere posti in un contenitore apposito, riempito di torba e sabbia umide, ad una temperatura compresa tra 16 e 19 gradi centigradi. Con lo sbocciare dei primi germogli, si può procedere al rinvaso definitivo, in recipienti di almeno otto centimetri.
La Thunbergia alata è originaria dell’Africa meridionale; la pianta predilige un tipo di terreno che sia particolarmente soffice e leggero, ma soprattutto che sia molto ben drenato: i ristagni idrici, che danneggerebbero seriamente le radici, non sono per nulla tollerati.
La pianta ama le esposizioni a luoghi particolarmente soleggiati, tuttavia è opportuno tenerla al riparo durante le ore più calde della giornata, soprattutto durante la stagione stiva. La Thunbergia alata è in grado di tollerare le basse temperature, ma non per un tempo prolungato; al contrario, essa non ama gli inverni particolarmente umidi.
La Thunbergia alata necessita di annaffiature regolari e abbondanti, soprattutto nella fase di sviluppo della pianta; è importante aspettare che il terriccio sia asciutto prima di procedere con un nuovo apporto di acqua. Nel corso della stagione estiva, si consiglia caldamente di aumentare la frequenza delle annaffiature.
La concimazione della Thunbergia alata va fatta nel periodo compreso tra il mese di marzo e l’inizio della stagione autunnale; è consigliabile servirsi di un concime per piante da fiore, da diluire nell’acqua delle annaffiature, e da somministrare ogni quindici giorni circa.
La Thunbergia alata non è immune all’attacco di parassiti quali acari e afidi: questi infestano la pianta, danneggiandone
soprattutto l’apparato fogliare: ne succhiano la linfa, coprendo la pianta di una sostanza collosa. Posso essere estirpati manualmente, con l’utilizzo di un batuffolo di cotone impregnato di alcool, strofinando con delicatezza la parte danneggiata; in alternativa si può lavare la pianta con una spugna, facendo attenzione a risciacquare con cura così da togliere ogni residuo di sapone. Nel caso in cui l’infestazione risulta essere troppo estesa, è opportuno procedere con l’utilizzo di antiparassitari specifici.
Anche le cattive tecniche di coltivazione possono danneggiare irrimediabilmente la Thunbergia alata: nel caso in cui le annaffiature risultino eccessivamente abbondanti in inverno, le foglie perderanno colore fino a cadere; se, invece, si esporrà l’esemplare al sole diretto, le foglie rischieranno di bruciare.







con le quantità poiché, nella maggior parte dei casi, sarà sufficiente l’acqua piovana. Durante i mesi particolarmente caldi, si consiglia di annaffiarla una volta a settimana in modo da contrastare l’umidità, facendo bene attenzione a non lasciare il terriccio eccessivamente zuppo.

importante che sia sempre piena di acqua, che va cambiata ogni mese in modo tale da eliminare anche eventuali residui vegetali, animali o altre sostanze che putrefacendosi rovinerebbero l’esemplare. La Tillandsia non tollera il calcare, per cui è necessario servirsi di acqua demineralizzata o di acqua piovana. E’ indispensabile garantire alla pianta un ambiente umido, per cui si consiglia di nebulizzare la chioma frequentemente, soprattutto nei mesi caldi. Simili accorgimenti sono necessari per gli esemplari allevati negli appartamenti, mentre per quelli all’aperto non c’è bisogno di particolare cura.

riscaldamento, è consigliabile nebulizzare frequentemente la pianta per assicurargli sempre l’apporto necessario di umidità. Il terreno da utilizzare è quello classico per orchidee con all’interno una discreta quantità di terriccio universale.

substrato non diventi mai secco e lo rimanga per molto tempo, poiché le radici si danneggerebbero irreparabilmente. Durante le stagioni più calde, non è necessario che il terreno sia asciutto tra un apporto idrico ed il successivo. Operazione che , invece, va svolta durante l’inverno.


siccità. E’ importante assicurarsi che il terreno sia sempre umido, pur asciugandosi tra un apporto idrico ed il successivo. Nella stagione invernale è possibile limitare le annaffiature ad una ogni quindici giorni.

fusti che tendono sempre verso il basso. L’annaffiatura va eseguita regolarmente durante le stagioni più calde, in quantità molto generose. E’ necessario che il terreno sia sempre umido ma mai intriso d’acqua per evitare fastidiosi e dannosi ristagni idrici. Per favorirne l’apporto di umidità è consigliabile apporre dei sassolini di ghiaia sulla base del vaso che trattengono l’acqua in eccesso e la fanno evaporare sottoforma di umidità.

annaffiature regolari durante la stagione estiva, circa due volte ogni sette giorni, ed anche in quella invernale. In quest’ultimo periodo è possibile ridurre l’apporto idrico ad una volta alla settimana. E’ opportuno compiere tale operazione al mattino, così da far asciugare il fogliame per la sera e non permettere all’acqua di stagnare tra le fessure delle foglie stesse.

temperatura di circa venticinque gradi centigradi, ma è necessario che trascorra almeno una settimana prima di introdurre la pianta: è importante che l’acqua non venga mai cambiata, e in caso di riduzione per evaporazione si può procedere con la sola aggiunta.

favorirà un rapido sviluppo della pianta. La potatura non è sempre necessaria, ma è utile privare l’esemplare dei petali e delle foglie secche: nel farlo, bisogna fare molto attenzione a non immergere nell’acqua le parti sane della pianta o col tempo anche queste marciranno.








